Ma invece di adempire la prescrizione, che erale stata data, Rosa dopo essersi assicurata che suo padre era fuori dei sensi, si avanzò verso Cornelio:

— Signore, diss’ella, piacere per piacere.

— Cioè? mia bella fanciulla? domandò Cornelio.

— Cioè, signore, che il cancelliere che vi deve interrogare dimani è venuto oggi ad informarsi della stanza che occupate; e che essendogli stato risposto che occupate la carcere di Cornelio de Witt, egli ha sogghignato sinistramente; il che mi fa credere che nulla di buono vi attenda.

— Ma, domandò Cornelio, che cosa mi possono fare?

— Vedete di qui quelle forche?

— Ma non sono colpevole, soggiunse Cornelio.

— Eranlo pure quelli laggiù, appiccati, mutilati, sbranati?

— Gli è vero, disse Cornelio attristandosi.

— D’altronde, continuò Rosa, l’opinione pubblica vuole che voi siate colpevole. Ma colpevole o non colpevole, il vostro processo comincerà dimani e posdimani sarete condannato: le cose vanno presto ai tempi che corrono.