— Oh! non temete niente, signora, disse la giovane giungendo le mani e piangendo ella stessa per le angosce della regina; io sono qui anima e corpo per Vostra Maestà, e per quanto io sia lontana da lei, e per quanto sia inferiore la mia posizion, io credo di aver ritrovato il modo di togliere di pena Vostra Maestà.

— Voi! o cielo! voi! grido la regina, ma vediamo guardatemi in viso. Io sono tradita da tutte le parti, posso io fidarmi di voi?

— Oh! signora, gridò la giovane cadendo in ginocchio; oh! sull'anima mia, io sono pronta a morire per Vostra Maestà!

Questo grido era sortito dal più profondo del cuore, e come pel primo, non v'era da ingannarsi.

— Sì, continuò, la sig Bonacieux, sì, qui vi sono dei traditori, ma sull'anima mia, io vi giuro che nessuno è più affezionata di me a Vostra Maestà. Questi puntali che il re vi domanda, voi li avete dati al duca di Buckingham, non è vero? questi puntali erano chiusi in un piccolo bauletto di legno rosa che egli teneva sotto il suo braccio? Non è così la cosa? mi sbaglio io forse?

— Oh! mio Dio! mio Dio! mormorò la regina a cui i denti si sbattevano per lo spavento.

— Ebbene! questi puntali, continuò la sig. Bonacieux, bisogna riaverli.

— Sì, senza dubbio, è necessario gridò la regina, ma, come fare, come giungervi?

— Bisogna inviare qualcuno al duca.

— Ma chi?... chi?... di chi fidarmi?