Battè tre colpi con le sue mani, segnale ordinario di tutti gl'innamorati, ma nessuno gli rispose, neppure l'eco.
Allora pensò con un certo dispetto che, forse la giovane sposa si fosse addormentata nell'aspettarlo.
Si avvicinò al muro e tentò di arrampicarvisi; ma il muro era di recente intonacato, e d'Artagnan tentò inutilmente le sue unghie.
In questo momento contemplò gli alberi di cui le foglie continuavano ad esser inargentate dalla luce della finestra, e siccome uno di essi sporgeva sul viottolo pensò che per mezzo di questo albero, il suo sguardo avrebbe potuto penetrare nel padiglione.
L'albero era facile. D'altronde d'Artagnan aveva appena 20 anni, e per conseguenza si ricordava ancora del suo mestiere di scolaro. In un istante fu tra i rami, e attraverso i vetri trasparenti, il suo sguardo penetrò nell'interno del padiglione.
Cosa strana e che fece fremere d'Artagnan dalla pianta dei piedi alla radice dei capelli; questa cara luce, questa tranquilla lampada illuminava una scena di spaventevole disordine, uno dei cristalli della finestra era rotto, la porta della camera era stata sfondata, e mezzo fracassata pendeva dai gangheri; una tavola che doveva essere stata apparecchiata per una deliziosa cena, era rovesciata a terra; le bottiglie in pezzi, le frutta schiacciate erano sparse pel pavimento. In questa camera tutto provava che vi era accaduta una lotta violenta e disperata; d'Artagnan credè pure di scorgere, in mezzo a quella confusione, dei lembi di veste, e qualche macchia di sangue nella tenda e nella tovaglia.
Si affrettò di tornare a discendere nella strada, con un orribile battito di cuore; volle vedere se avesse ritrovato altre tracce di violenza.
La piccola luce soave brillava sempre nella calma della notte. Allora d'Artagnan si accorse, cosa che non aveva prima rimarcato, poichè nessuna cosa lo spingeva a fare questo esame, che il suolo qua e là pestato e affondato, presentava delle tracce di piedi d'uomini e di cavalli, inoltre le ruote di una carrozza che sembrava venire dalla direzione di Parigi, avevano solcato nella terra molle una profonda rotaia che non oltrepassava il padiglione, e che voltava invece nuovamente verso Parigi.
Finalmente d'Artagnan, continuando le sue ricerche, ritrovò vicino al muro un guanto stracciato di donna; e questo guanto, nei luoghi ove non aveva toccato il suolo fangoso, presentava tutti i caratteri di un guanto novissimo. Era uno di quei guanti profumati che gli innamorati desiderano di togliere da una bella mano.
A misura che d'Artagnan continuava le sue investigazioni, un sudore più abbondante e più agghiacciato stillava dalla sua fronte; il suo cuore era stretto da una orribile angoscia, la sua respirazione era anelante; e pure, andava dicendo a se stesso per tranquillizzarsi, che questo padiglione forse non aveva niente di comune colla signora Bonacieux, e che la giovane sposa gli aveva dato appuntamento davanti e non dentro a questo padiglione; che forse era stata trattenuta a Parigi dal suo servizio, o dalla gelosia di suo marito. Ma tutti questi ragionamenti erano battuti in trincea, erano distrutti, rovesciati da quel sentimento d'intimo dolore che s'impadronisce di tutto il nostro essere, e ci guida per mezzo di tutto ciò che è destinato in noi a farci capire, che una gran disgrazia gravita su di noi.