— Fa così, gridò ella, e tu mi avrai salvata la vita, tu mi avrai salvato l'onore.
— Oh! non esagerate il servizio che ho la fortuna di rendervi; io non ho niente da salvare a Vostra Maestà, che è soltanto la vittima di perfidi complotti.
— È vero, è vero, figlia mia, disse la regina, tu hai ragione.
— Datemi adunque questa lettera, signora, il tempo stringe.
La regina corse ad una piccola tavola sulla quale vi era carta, calamaio e penne; ella scrisse due righe; sigillò la lettera col suo sigillo, e la rimise nelle mani della signora Bonacieux.
— Ed ora, disse la regina, dimentichiamo una cosa molto necessaria.
— E quale?
— Il denaro.
La sig. Bonacieux sorrise.
— Sì è, vero, disse ella, io confesserò a Vostra Maestà che mio marito...