— Tuo marito non ne ha, tu vuoi dire?
— Non è così, egli ne ha, ma è molto avaro, questo è il suo difetto. Però Vostra Maestà si tranquillizzi, noi troveremo il mezzo.
— Il fatto è che io pure non ne ho, disse la regina (quelli che leggeranno lo memorie della signora de Monteville non si maraviglieranno di questa risposta), ma aspetta.
Anna corse al suo scrigno.
— Prendi, disse ella, eccoti un anello di un gran valore a quando mi si assicura: questo mi fu dato da mio fratello re di Spagna, esso è mio e posso disporne. Prendi questo anello e ricavane del denaro, e che tuo marito parta.
— Fra un'ora voi sarete obbedita.
— Tu vedi l'indirizzo, aggiunse la regina, parlando così a bassa voce che appena si poteva intendere quello che diceva: a Milord di Buckingham, Londra.
— La lettera sarò rimessa a lui stesso.
— Generosa fanciulla! gridò la regina Anna.
La sig. Bonacieux baciò le mani della regina, nascose il biglietto nel suo busto, e disparve con la leggerezza di un uccello.