Dieci minuti dopo ella era in casa sua. Come lo aveva detto alla regina, non aveva più riveduto suo marito da dopo che era stato messo in libertà, ella dunque ignorava il cambiamento che si era in lui operato in rapporto al ministro, cambiamento operato dalla lusinga e dal denaro di Sua Eccellenza, e che dopo era stato corroborato da due o tre visite del conte de Rochefort, divenuto il migliore amico di Bonacieux, al quale aveva fatto credere, senza molta pena, che nessun reo sentimento avea cagionato il ratto di sua moglie, ma che era stata semplicemente una precauzione politica.

Ella ritrovò il sig. Bonacieux solo: il povero uomo rimetteva a grande stento un poco d'ordine alla sua casa in cui aveva ritrovati quasi tutti i mobili poco meno che tritolati, e tutti gli armadi poco meno che vuoti, non essendo la giustizia una di quelle tre cose, che vengono indicate dal re Salomone, che non lasciano dietro di se alcuna traccia del loro passaggio. In quanto alla serva, ella si era data alla fuga dopo l'arresto del suo padrone. Il terrore aveva invaso la povera donna, al punto che ella non si era fermata dal correre da Parigi fino in Borgogna suo paese natio.

Il degno merciaio, subito dopo il ritorno in casa sua, aveva dato parte a sua moglie del suo felice ritorno, e sua moglie gli aveva risposto col rallegrarsene, e col dire che il primo momento che avesse avuto di libertà, non avrebbe mancato ai suoi doveri e lo avrebbe consagrato per intero a fargli una visita.

Questo primo momento si era fatto aspettare cinque giorni, ciò che, in ogni altra circostanza, sarebbe sembrato troppo lungo a mastro Bonacieux; ma egli aveva, nella visita fatta al ministro; e nelle visite che gli faceva Rochefort, ampio argomento di riflessione, e, come ognun sa, il tempo passa presto quando si ha a che cosa riflettere.

Tanto più le riflessioni di Bonacieux erano tutte color di rosa. Rochefort lo chiamava il suo amico, il suo caro Bonacieux, e non si stava dal dirgli continuamente che il ministro faceva il più gran calcolo di lui. Il merciaio si vedeva già sul sentiero degli onori e della fortuna.

Dal suo canto la sig. Bonacieux aveva riflettuto, ma, bisogna dirlo, a tutt'altra cosa fuorchè all'ambizione; suo malgrado i propri pensieri avevano avuto per motore costante il bello e bravo giovane che sembrava tanto innamorato. Maritata a diciotto anni col sig. Bonacieux, avendo sempre vissuto in mezzo agli amici di suo marito, poco suscettibili d'inspirare un sentimento qualunque ad una giovane che sentiva il cuore più elevato della sua posizione, la sig. Bonacieux era rimasta insensibile alle seduzioni volgari; ma in quell'epoca particolarmente, il titolo di gentiluomo aveva una grande influenza sulla borghesia, e d'Artagnan era gentiluomo, di più portava l'uniforme dello guardie, che dopo l'uniforme dei moschettieri era il più apprezzato dalle donne. Egli era, noi lo ripetiamo, bello giovane e avventuroso, parlava d'amore come uomo che sa amare ed ha sete di farsi amare, vi era assai più di ciò che abbisognava per far girare una testa di ventitre anni, e la sig. Bonacieux era precisamente in questa felice età della vita.

I due sposi abbenchè non si fossero veduti da più di otto giorni, e che per una settimana fossero accaduti grandi avvenimenti, si videro con una certa preoccupazione; ciò nonostante il sig. Bonacieux manifestò una gioia reale, e si avanzò incontro alla moglie a braccia aperte.

La signora Bonacieux gli presentò la fronte a baciare.

— Parliamo un poco, diss'ella.

— Come? disse Bonacieux maravigliato.