— Davvero!
— Sul mio onore. Fortunatamente per il marrano, perchè io non lo avrei lasciato altro che morto sul terreno, ve lo garantisco.
— E che cosa ne è avvenuto?
— Oh! non so niente; egli ne ha avuto abbastanza, ed è partito senza domandarmi il suo resto; ma a voi, mio caro d'Artagnan, che cosa vi è accaduto?
— Dimodochè, continuò d'Artagnan, è questa stravoltura, mio caro Porthos che vi trattiene in letto?
— Ah! mio Dio! sì ecco tutto; del resto, fra qualche giorno io sarò in piedi.
— Ma, perchè non vi siete fatto trasportare a Parigi? voi qui dovete annoiarvi crudelmente!
— Era la mia intenzione, mio caro amico, bisogna che vi dica una cosa.
— Quale?
— È, che siccome io mi annoiava crudelmente, così come voi dite, e che aveva in saccoccia le settantacinque doppie che mi avevate distribuite, per distrarmi, ho fatto salire da me un gentiluomo che era di passaggio, e al quale ho proposto di fare una partita ai dadi. Egli ha accettato; e, in fede mia, le mie settantacinque doppie sono passate dalla mia saccoccia nella sua, senza contare il mio cavallo, che egli ha portato via per giunta del contratto. Ma voi, mio caro d'Artagnan?