I due uomini vestiti di nero lanciarono sopra d'Artagnan, di cui capirono le intenzioni, uno sguardo quasi minaccioso, ma d'Artagnan non se ne inquietò.
— V'incomodo forse caro Aramis? continuò d'Artagnan; mentre, a quanto mi pare, io sono portato a credere che voi facciate la vostra confessione.
Aramis arrossì impercettibilmente.
— Voi incomodarmi? oh! al contrario, amico caro, ve lo assicuro; ed in pruova di ciò ch'io dico, permettetemi di rallegrarmi con voi, poichè vi vedo sano e salvo.
— Ah! ritorna finalmente, pensò d'Artagnan; non vi è male!
— Perchè il signore, che è un mio amico, ha sfuggito un gran periglio, continuò Aramis, mostrando colla mano d'Artagnan ai due seduti.
— Lodate Iddio, signore, risposero, questi inchinandosi all'unisono.
— Non ho mancato di farlo, rispose il giovane restituendo loro il saluto.
— Voi giungete a proposito, d'Artagnan, disse Aramis: e voi, prendendo parte alla discussione, vorrete rischiararla coi vostri lumi. Il sig. direttore del collegio d'Amiens, il sig. curato di Montdidier ed io eravamo occupati ad argomentare sopra certe questioni di filosofia morale, il di cui interesse ci occupa da molte ore. Io sarò contentissimo se avrò un vostro parere.
— Il parere di un uomo di spada è privo di autorità, rispose d'Artagnan, che cominciava ad inquietarsi del giro che prendevano le cose, e voi potete attenervi, credetemi, alla scienza di questi signori.