— Pare dunque deciso che vogliate entrare in qualche corporazione religiosa.

— Io non entro in alcuna corporazione religiosa, rientro in collegio diretto da persone morali e religiose, vi rientro di mia volontà, e di mia volontà mi attengo ai principii della vita morale e religiosa.

— Che diranno mai i vostri amici? che dirà il sig. de Tréville? Vi prevengo che essi vi riterranno per un disertore.

— Voi sapete che io assunsi la casacca da moschettiere per violenza, e che era moschettiere provvisoriamente.

— Io non so niente.

— Come voi non sapete in qual modo lasciai il collegio?

— Affatto.

— Ecco la mia storia: «Io era in colleggio dall'età dì nove anni ed aveva ventun'anno; mancavano tre giorni e la mia carriera era irrevocabilmente decisa.

«Un giorno che io mi portava, siccome alcune volte accadeva, in una casa in cui era ricevuto con molta distinzione, un ufficiale, che per quanto mi sembrava, mi vedeva con occhio geloso leggere la Bibbia alla padrona di casa, entrò ad un tratto senza essere annunziato. Precisamente quella volta io aveva tradotto il capitolo di Giuditta e terminava di comunicarne la spiegazione alla signora che mi usava ogni specie di riguardi, e in quel momento prestava tutta la sua attenzione col più profondo silenzio alle mie parole, le quali, per la novità dei miei versi che ascoltava, dovevano risvegliare in lei molto interesse. Pare che questo trattenimento non andasse molto a genio all'ufficiale: egli non disse niente, io lo confesso, ma quando uscii, uscì dietro di me e mi raggiunse.

« — Signore, disse egli, voi siete amante delle bastonate?