— Questo v'insegnerà, disse d'Artagnan, a trattare in un modo più cortese gli ospiti che Dio vi manda.

— Dio? dite il diavolo!

— Mio caro amico, disse d'Artagnan, se voi ci rompete ancora un altro poco le orecchie, noi ci anderemo a rinchiudere tutti e quattro in cantina, e vedremo se il guasto è veramente così grande come voi dite.

— Ebbene! sì, signori, io ho torto, disse l'oste, lo confesso, ma ogni peccato merita misericordia. Voi siete signori, ed io sono un povero albergatore; voi avrete pietà di me.

— Ah! se tu parli in questo modo, disse Athos, tu mi trafiggi il cuore, e le lagrime scorreranno dai miei occhi, come scorreva il vino dai tuoi vasi. Non siamo poi tanto diavoli quanto sembra. Sentiamo, vieni qui, e parliamo.

L'oste si avvicinò con inquietudine.

— Vieni ti dico, e non aver paura. Al momento che io ti pagava, ho messo la mia borsa sulla tavola.

— Sì, signore.

— Questa borsa conteneva sessanta doppie; ove sono andate?

— Le ho deposto al tribunale, signore; mi era stato detto ch'era moneta falsa.