— Ahimè! disse d'Artagnan, ciò che io ho si è, che sono il più disgraziato di noi tutti!

— Tu, disgraziato, d'Artagnan? disse Athos; sentiamo, da che nasce il tuo infortunio? dillo a me.

— Più tardi, rispose d'Artagnan.

— Più tardi, e perchè più tardi? perchè tu credi che io sia ubriaco, d'Artagnan? ritieni bene questo: che io non ho mai le mie idee così ben chiare, che quando ho bevuto: parla adunque, io sono tutto orecchie.

D'Artagnan raccontò la sua avventura colla signora Bonacieux, Athos l'ascoltò senza battere palpebra, quindi, quando ebbe finito.

— Tutte queste sono miserie, disse Athos, miserie!

Era la parola favorita di Athos.

— Voi dite sempre miserie, mio caro Athos, disse d'Artagnan, ciò sta molto male sulle vostre labbra, a voi che non avete mai amato.

L'occhio tetro d'Athos s'infiammò di un tratto; ma non fu che un lampo, ritornò tetro e vagante come prima.

— È vero, diss'egli tranquillamente, io non ho mai amato.