— Sì, ed impiccata.
— Da suo marito, ch'era un signore di vostra conoscenza, continuò d'Artagnan guardando fissamente Athos.
— Ebbene! guardate un poco come si può facilmente compromettere un uomo, quando uno non sa più quello che si dica, riprese Athos stringendosi nelle spalle, come se lo avesse preso pietà di se stesso. Decisamente non voglio più ubriacarmi, d'Artagnan; è una troppo cattiva abitudine.
D'Artagnan rimase silenzioso; allora cambiando ad un tratto la conversazione.
— A proposito, disse Athos, io vi ringrazio del cavallo che mi avete condotto.
— È di vostro gusto?
— Sì, ma non è un cavallo di fatica.
— V'ingannate, io con lui ho fatto dieci leghe in meno di un'ora e mezzo, e dopo sembrava che non avesse fatto che il giro della piazza di S. Sulpizio.
— Con ciò, voi mi date un forte dispiacere.
— Un forte dispiacere?