— Sì, perchè me ne sono disfatto.
— In che modo?
— Ecco il fatto, questa mattina mi sono svegliato a sei ore, voi dormivate come un tasso, e io non sapeva che fare; era ancora tutto instupidito dalla nostra crapula di ieri a sera: sono disceso nella sala grande ed ho veduto uno dei nostri Inglesi che mercanteggiava un cavallo, essendogli morto ieri il suo per uno sbocco di sangue. Mi avvicinai a lui, e siccome vedeva che offriva cento luigi per un ronzino bruciato; «perdinci, gli dissi, mio gentiluomo, io pure ho un cavallo da vendere».
— «Ed anche bellissimo, diss'egli, l'ho veduto ieri, il servo del vostro amico lo teneva a mano.
« — Ritrovate voi ch'egli valga cento doppie?
« — Sì, e volete voi darmelo per questo prezzo?
« — No, ma io me lo giuoco.
« — A che?
« — Ai dadi.
— Detto, fatto, e ho perduto il cavallo. Ah! ma io ho riguadagnato la gualdrappa e le redini.