— Io ho molto affetto per questo cavallo, Athos.

— E voi avete torto, amico mio; un cavallo può prendere una sfiancata, può mangiare ad una rastelliera ove ha mangiato un cavallo incimurrito, ed ecco un cavallo, o piuttosto cento doppie perdute; poi bisogna che il padrone nutrisca il cavallo, mentre al contrario cento doppie nutriscono il padrone.

— Ma in che modo ritorneremo noi?

— Perdinci! sopra i cavalli dei nostri lacchè. Si conoscerà sempre dal nostro aspetto che siamo persone di condizione.

— La bella figura che ci faremo sopra dei ronzini, nel mentre che Aramis e Porthos, cavalcheranno i loro destrieri!

— Aramis! Porthos! gridò Athos, e si mise a ridere.

— Che? domandò d'Artagnan che non capiva niente della ilarità del suo amico.

— Niente, niente. Continuate, disse Athos.

— Così il vostro consiglio?..

— È di prendere le cento doppie, d'Artagnan; colle cento doppie noi possiamo far festa fino alla fine del mese; noi abbiamo sofferte molte fatiche, e sarà bene che ci riposiamo un poco.