— Ma non per conto mio, disse Athos. Io ho ritrovato il vin di Spagna di Aramis così buono, che ne ho fatto caricare una sessantina di bottiglie nel furgone dei lacchè, per cui mi trovo un poco smonetato.

— Ed io; disse Aramis, immaginatevi che aveva regalato fino all'ultimo mio saldo al curato di Montdidier, e ai collegiali d'Amiens, e aveva preso inoltre un impegno che mi è toccato di mantenere.

— Ed io, disse Porthos, credete voi che la mia stravoltura non mi sia costata niente? senza contare la ferita di Mousqueton, per la quale sono stato obbligato di far venire il chirurgo due volte il giorno.

— Andiamo andiamo, disse Athos ricambiando un sorriso con d'Artagnan e Aramis, io vedo che vi siete condotto molto galantemente col vostro povero servitore. Ciò è prova di essere un buon padrone

— Alle corte, continuò Porthos, pagate le spese, mi resterà appena una trentina di scudi.

— E a me una diecina di doppie, disse Aramis.

— Sembra, disse Athos, che noi siamo i Cresi della società. Quanto vi resta sulle vostre cento doppie, d'Artagnan?

— Sulle mie cento doppie? primieramente, io ne ho date a voi cinquanta.

— Voi credete?

— Per bacco!