Gl'Inglesi erano tutte persone della più alta società; i nomi bizzarri dei tre amici furono dunque per essi un soggetto, non solo di sorpresa, ma ancora d'inquietudine.
— Con tutto ciò, disse lord de Winter, quando i tre amici si furono nominati, noi non ci battiamo con tali nomi di pastori.
— Così, come voi lo supporrete bene, milord, questi sono nomi falsi, disse Athos.
— Cosa che non ci dà che un desiderio maggiore di conoscere i veri nomi, rispose l'Inglese.
— Voi però avete giuocato contro di noi senza conoscerli, disse Athos, a tal segno che ci avete vinti i nostri due cavalli.
— È vero; ma noi allora non arrischiavamo il nostro sangue. Si giuoca con tutti, non si combatte che coi suoi uguali.
— È giusto, disse Athos.
E prese in disparte quello dei quattro Inglesi col quale doveva battersi, e gli disse il suo nome a bassa voce; dal canto loro Porthos e Aramis fecero altrettanto
— Ciò vi basta, disse Athos al suo avversario, e mi ritrovate voi abbastanza nobile per farmi la grazia di incrociare la vostra spada meco?
— Sì, signore, disse l'Inglese inchinandosi.