L'Inglese, incantato di avere a che fare con un gentiluomo tanto facile a ricomporsi, strinse d'Artagnan fra le sue braccia, fece mille carezze ai tre moschettieri, e siccome l'avversario di Porthos era già stato messo in carrozza, e l'avversario di Aramis se l'era data a gambe, non si pensò più che al morto.
Siccome Porthos e Aramis si accinsero a spogliarlo, nella speranza che la sua ferita non fosse mortale, sfuggì dal cinto una grossa borsa. D'Artagnan la raccolse e la stese a lord Winter.
— E che diavolo volete voi ch'io mi faccia di questa? disse l'Inglese.
— La restituirete alla sua famiglia, disse d'Artagnan.
— La sua famiglia si cura ben poco di questa miseria! essa eredita quindici mila luigi di rendita. Ritenete questa borsa pei vostri lacchè.
In questo mentre Athos si era avvicinato a d'Artagnan.
— Sì, diss'egli, diamo questa borsa, non ai nostri lacchè, mai ai lacchè inglesi.
— Così, dicendo, Athos prese la borsa e la gettò nelle mani del cocchiere.
— Per voi e pei vostri compagni, gridò egli.
Questa grandezza di modi, in un uomo interamente sprovvisto, colpì lo stesso Porthos, e questa generosità francese, ripetuta poscia da Winter, fece ovunque grande incontro, eccetto che nei signori Grimaud, Planchet, Mousqueton e Bazin.