— Allora mettetemi alla pruova.

La signora Bonacieux guardò il giovane, ritenuta da un'ultima esitazione. Ma vi era un tale ardore nei suoi occhi, una tale persuasione nella sua voce che ella si sentì trascinata a fidarsi di lui. D'altronde ella si trovava in una di quelle circostanze in cui abbisogna rischiare tutto per tutto. La regina era egualmente perduta per una troppo grande confidenza. Poi, confessiamolo, il sentimento involontario che ella provava per questo giovane protettore la decise a parlare.

— Ascoltate, disse ella. Io mi arrendo alle vostre proteste. Ma vi giuro, davanti a quell'Ente che mi ascolta, che se voi mi tradiste e che i miei nemici mi perdonassero, io mi ucciderei accusandovi della mia morte.

— Ed io vi giuro sul mio onore, signora, disse d'Artagnan, che se io sono preso nell'adempiere gli ordini che voi mi date, io morirò prima di fare o dire niente che possa compromettere qualcuno.

Allora la giovane sposa gli confidò il terribile segreto, il cui caso glie ne aveva rivelata una parte, dirimpetto alla Samaritana.

Questa fu la loro mutua dichiarazione di amore.

D'Artagnan rispondeva di gioia e di orgoglio. Il segreto che possedeva, la donna che egli amava, la confidenza e l'amore facevano di lui un gigante.

— Io parto, diss'egli, io parto sul momento.

— Come! voi partite! gridò la signora Bonacieux; e il vostro capitano?

— Sull'anima mia, voi mi avete fatto dimenticare tutto, cara Costanza; sì, avete ragione, mi abbisogna un congedo.