— A proposito, sire, non dimenticate di dire a Sua Maestà il giorno innanzi la festa, che voi desiderate vedere come le si adattano i puntali di diamanti.
CAPITOLO XVII. L'INTERNO DELLA FAMIGLIA BONACIEUX
Era la seconda volta che il ministro ritornava col re sull'argomento dei puntali di diamanti. Luigi XIII fu dunque scosso da questa insistenza, e pensò che questa raccomandazione nascondesse un qualche mistero.
Più di una volta il re era stato umiliato dal ministro, la di cui polizia, senza esser giunta a quel grado di perfezione in cui è ora la polizia moderna, era eccellente, ed era istruito più di lui stesso di ciò che passavasi nella propria sua famiglia. Egli sperò adunque, in una conversazione con Anna, di ricavare qualche schiarimento e di ritornare in seguito presso Sua Eccellenza con un qualche segreto che il ministro sapesse o non sapesse, cosa che nell'uno e nell'altro caso lo rialzava infinitamente agli occhi del suo ministro.
Egli andò dunque a ritrovare, la regina, e l'abbordò con nuove minacce contro quelle che la circondavano. Anna abbassò la testa lasciò scorrere il torrente senza rispondere, sperando che finalmente si fermerebbe. Ma non era a questo a cui voleva giungere Luigi XIII; Luigi XIII voleva una discussione, dalla quale scaturisse uno schiarimento qualunque, convinto che il ministro nascondeva qualche segreto, e lo minacciava di una di quelle terribili sorprese che tanto sapeva far bene Sua Eccellenza. Giunse alla meta colla sua persistenza nell'accusare.
— Ma gridò Anna stanca di questi incerti attacchi, ma, sire, voi non mi dite tutto ciò che avete nel cuore. Che ho dunque fatto? sentiamo dunque, qual delitto ho commesso? È impossibile che Vostra Maestà faccia tutto questo rumore per una lettera scritta a mio fratello.
Il re attaccato a sua volta in un modo così diretto, non seppe che rispondere. Egli pensò esser giunto il momento di fare quella raccomandazione, che il ministro si era raccomandato che fosse fatta soltanto la vigilia della festa.
— Signora, disse egli con maestà, fra giorni vi sarà ballo nel palazzo di città; io intendo che, per fare onore ai nostri bravi consoli, voi vi presentiate in abito di cerimonia, e soprattutto che vi adorniate di quei puntali di diamanti, che io vi regalai nel vostro giorno onomastico. Ecco la mia risposta.
La risposta era terribile. Anna credè che Luigi sapesse tutto, e che il ministro, avesse ottenuto da lui questa lunga dissimulazione di sette o otto giorni, che del resto era nel suo carattere. Ella divenne eccessivamente pallida, appoggiò sopra una mensola la sua mano, di una ammirabile bellezza, e che allora sembrava una mano di cera, e guardando il re con occhi spaventati, non rispose una sillaba.
— Voi intendete, signora? disse il re, che godeva di questo imbarazzo in tutta la sua estensione, ma senza indovinarne la causa; voi intendete?