In tre secondi d'Artagnan gli caricò tre colpi di spada, dicendo a ciaschedun colpo:
— Uno per Athos, uno per Porthos ed uno per Aramis.
Al terzo colpo il gentiluomo cadde come un masso.
D'Artagnan lo credè morto, o per lo meno svenuto, e si avvicinò a lui per levargli l'ordine, ma al momento in cui stendeva il braccio per fregarlo, il ferito, che non aveva lasciata la sua spada, gli portò un colpo di punta nel petto dicendogli:
— Ed uno per voi.
— Ed uno per me! all'ultimo, il buono! gridò d'Artagnan furioso, inchiodandolo in terra con un quarto colpo di spada nel ventre.
Questa volta il gentiluomo chiuse gli occhi e si svenne.
D'Artagnan frugò nella saccoccia ove aveva veduto mettere l'ordine pel passaggio e lo prese. Esso era a nome del conte Wardes.
Quindi gettando un ultimo sguardo sul bel giovane, che aveva appena venticinque anni, e che lasciava là giacente, privo di sentimenti e forse morto, mandò un sospiro su quello strano destino che conduce gli uomini a distruggersi l'un l'altro per l'interesse di persone che loro sono sconosciute, e che spesso non sanno nemmeno che esistono.
Ma fu ben presto tolto da queste riflessioni da Loubin, che mandava degli urli, e chiamava con tutte le sue forze soccorso.