— Egli non partirà per oggi, disse d'Artagnan; ma siate tranquillo, io pagherò il passaggio per noi due.

— In questo caso, partiamo, disse il padrone.

— Partiamo, ripetè d'Artagnan.

Ed egli con Planchet saltò nella lancia; cinque minuti dopo essi erano a bordo.

Ed era tempo; non avevano fatto mezza lega in mare, che d'Artagnan vide brillare une luce e intese una detonazione.

Era il colpo del cannone che annunziava la chiusura del porto.

Venne tempo di occuparsi della sua ferita, fortunatamente, come lo aveva pensato d'Artagnan, non era affatto pericolosa; la punta della spada aveva incontrata una costa e aveva strisciato lungo l'osso; di più la camicia si era subito attaccata alla carne e appena aveva sparso qualche goccia di sangue.

D'Artagnan era spossato dalla fatica: gli fu steso una materassa sul ponte, vi si gettò sopra e si addormì.

L'indomani alla punta del giorno egli si ritrovò a tre o quattro leghe soltanto dalle coste d'Inghilterra; la brezza era stata debole tutta la notte e avevano potuto camminare.

A due ore il bastimento gettava l'ancora nel porto di Douvres.