E in vero chè il suo vestito da cacciatrice le stava a meraviglia; aveva un cappello di feltro colle piume blu, una giubba di velluto grigio-perla, riattaccata con delle grappe di diamanti ad una veste di seta blu tutta broccata d'argento. Sulla sua spalla sinistra risplendevano i puntali di diamanti, sostenuti da un nodo del colore medesimo delle piume della giubba.

Il re fremente di gioia ed il ministro di collera; però distanti com'essi erano dalla regina non poterono contare i puntali; la regina li aveva; ma ne aveva ella dieci o dodici?

In questo momento i violini dettero il segnale della danza. Il re s'innoltrò verso la signora presidente colla quale doveva danzare, e Sua Altezza Monsieur colla regina. Si situarono al loro posto, e la danza incominciò.

Il re faceva la figura dirimpetto alla regina, e ciascheduna volta che le passava vicino, divorava con gli occhi i di lei puntali, di cui non arrivava a conoscere il numero. Un sudore freddo copriva la fronte del ministro.

La danza durò un'ora; vi erano sedici rientrate.

Finito il ballo, in mezzo agli applausi di tutta la sala, ciascuno ricondusse la sua dama al suo posto; ma il re approfittò del privilegio che aveva di lasciare la sue ove si ritrovava, per innoltrarsi prestamente verso la regina.

— Io vi ringrazio, signora, della compiacenza che avete mostrato ai miei desiderii, ma credo che manchino due puntali, ed io ve li riporto.

Nel dire queste parole egli stese alla regina idue puntali che gli aveva dati il ministro.

— Come! sire, gridò la regina fingendo la sorpresa, voi me ne regalate ancora altri due! ma allora saranno quattordici.

In fatti il re contò, e si ritrovarono effettivamente dodici puntali sulla spalla della regina.