Il conte de Toiras, si ritirò nella cittadella S. Martino colla guarnigione, e gettò un centinaio di uomini in un piccolo forte che si chiamava il forte della Prée.

Questo avvenimento aveva sollecitato le risoluzioni del ministro; e mentre si aspettava che il re in persona andasse a prendere il comando dell'assedio della Rochelle, com'era stato risoluto, aveva fatto partire Monsieur per dirigere le prime operazioni, e aveva inviato verso il teatro della guerra tutte le truppe di cui poteva disporre.

Era in un di questi distaccamenti di avanguardia di cui faceva parte il nostro amico d'Artagnan.

Il re, come si disse, doveva seguirlo subito dopo amministrata la giustizia; terminate le sedute di giustizia il 28 di giugno, egli era stato preso dalla febbre, ciò non ostante aveva voluto partire; ma peggiorando lo stato di sua salute, aveva dovuto fermarsi a Villeroy.

Ora, dove si fermava il re, si fermavano i moschettieri, e ne resultava che d'Artagnan, ch'era puramente e semplicemente nelle guardie, si ritrovava separato, momentaneamente almeno dai suoi buoni amici Athos, Porthos ed Aramis. Questa separazione, che per lui non era che una contrarietà, sarebbe certamente divenuta una seria inquietudine, se avesse potuto indovinare da quali sconosciuti pericoli era circondato.

Arrivò però senza avventure fino al campo, stabilito davanti alla Rochelle.

Tutto era sempre nello stesso stato: il duca di Buckingham ed i suoi Inglesi, padroni sempre dell'isola Re, continuavano ad assediare, ma senza risultato, la cittadella di San Martino e il forte della Prée, e le ostilità colla Rochelle erano cominciate da due o tre giorni a cagione di un forte che il duca di Angoulème aveva fatto costruire in vicinanza della città.

Le guardie, sotto il comando del signor des Essarts, avevano il loro quartiere ai Minimi.

Ma noi lo sappiamo, d'Artagnan, preoccupato dall'ambizione d'entrare nei moschettieri, aveva raramente fatto amicizia coi suoi camerati; egli si ritrovava dunque isolato e abbandonato alle proprie riflessioni.

Le sue riflessioni non erano ridenti. Da un anno che egli era giunto a Parigi, erasi intricato in affari pubblici, ed i suoi affari particolari non avevano progredito molto nè come amore, nè come fortuna.