In amore, la sola donna che egli aveva veramente amata, era stata la signora Bonacieux, la quale era scomparsa, senza ch'egli avesse potuto scoprire che cosa era di lei avvenuto.
In fortuna, egli, meschino, si era fatto un nemico nel ministro, vale a dire in un uomo davanti al quale tremavano tutti i più grandi del regno, cominciando dal re.
Quest'uomo poteva schiacciarlo, eppure non lo aveva fatto. Per uno spirito così perspicace, quale era quello di d'Artagnan, questa indulgenza era un raggio di luce per mezzo del quale egli vedeva nell'avvenire.
Quindi si era fatto ancora un altro nemico, meno a temersi, credeva egli; ma che però sentiva per istinto che non era da disprezzarsi: questo nemico era milady.
In compenso di tutto questo, egli aveva la protezione e la benevolenza della regina; pel tempo che correva, era una causa di più di persecuzione, e la sua protezione, si sa, proteggeva molto male; ne faceva testimonianza Calais e la signora Bonacieux.
Ciò che aveva guadagnato di più chiaro in tutto questo, era il diamante di cinque o seimila lire che egli portava in dito, e questo diamante ancora, supponendo che d'Artagnan, nei suoi progetti d'ambizione, avesse voluto conservarlo per servirsene un giorno come un segnale per farsi riconoscere dalla regina, non aveva, mentre aspettava, perchè non poteva disfarsene, maggior valore di un sassolino che si calpesta coi piedi.
Noi diciamo di un sassolino che si calpesta, perchè d'Artagnan faceva queste riflessioni passeggiando solitariamente sopra un bel sentiero che conduceva dal campo ad un villaggio vicino: ora, queste riflessioni lo avevano portato più lontano di quello ch'egli avrebbe voluto, e il giorno cominciava ad abbassarsi; quando ad un ultimo raggio del sole cadente, gli parve di veder brillare dietro una siepe la canna di un moschetto.
D'Artagnan aveva l'occhio vivo e lo spirito pronto: egli capì che il moschetto non era venuto là da sè solo, e che colui che lo portava non doveva essersi nascosto dietro una siepe con intenzioni amichevoli. Risolse dunque di riguadagnare il largo, allorchè, dall'altra parte della strada, dietro una roccia, scoperse l'estremità di un secondo moschetto.
Questa era evidentemente una imboscata.
Il giovane gettò un'occhiata sul primo moschetto, vide con una certa inquietudine che si abbassava verso la sua direzione. Ma tosto che vide l'orifizio della canna immobile, si gettò a pancia a terra. Nello stesso tempo il colpo partì, ed egli intese il fischio di una palla che passava al di sopra della sua testa.