Milady, dominata da un terrore inesprimibile, si assise senza profferire una sola parola.
— Voi siete un demonio inviato sulla terra, disse Athos; la vostra possanza è grande, io lo so, ma voi sapete pure che, coll'aiuto di Dio, gli uomini hanno vinto spesso i demonii anche i più terribili. Voi vi siete già abbattuta sul mio sentiero, ed io credeva di avervi atterrata, signora, ma o io mi sono ingannato, o l'inferno vi ha risuscitata.
Milady, a queste parole che le ricordavano delle rimembranze orribili, abbassò la testa mandando un sordo gemito.
— Sì, l'inferno vi ha risuscitata, riprese Athos, l'inferno vi ha fatta ricca, l'inferno vi ha dato un altro nome, l'inferno vi ha quasi rifatto anche un altro viso: ma non vi ha cancellato nè le lordure della vostra anima, nè il marchio infame del vostro corpo.
Milady si alzò come mossa da una molla, e i suoi occhi lanciarono dei baleni. Athos rimase seduto.
— Voi mi credevate morto, non è vero? io pure vi credeva morta, e questo nome di Athos aveva nascosto il conte della Fére, come il nome di Milady de Winter ha nascosto quello di Anna de Breuil? non era così che voi vi chiamavate quando ci siamo maritati? la nostra posizione è veramente strana, proseguì Athos ridendo; noi non abbiamo vissuto fino al presente se non perchè l'uno e l'altro ci credevamo morti, e perchè una rimembranza dà minor pena che una creatura, quantunque qualche volta nelle rimembranze vi sieno delle cose divoranti.
— Ma finalmente, disse Milady con sorda voce, chi vi conduce a me, e che cosa volete?
— Io voglio dirvi che rimanendo invisibile ai vostri occhi, non vi ho perduta di vista.
— Voi sapete ciò che ho fatto?
— Io posso raccontarvi giorno per giorno, le vostre azioni, dalla vostra entrata al servizio del ministro fino a questa sera.