Athos alzò lentamente la sua pistola, stese il braccio in modo che l'arma toccasse quasi la fronte di milady, quindi con voce tanto più terribile, in quanto che essa aveva la calma di una inflessibile risoluzione:

— Signora, diss'egli, voi mi consegnerete sull'istante medesimo il foglio che vi ha firmato il ministro, oppure, sull'anima mia, vi faccio saltare le cervella.

Con un altro uomo, milady avrebbe potuto conservare qualche dubbio, ma ella conosceva Athos. Ciò non ostante rimase immobile.

— Voi avete ancora un altro minuto secondo per decidervi, le disse.

Milady vide dalla contrazione del viso che il colpo stava per partire; allora portò la mano prestamente al suo seno, ne cavò un foglio e lo stese ad Athos.

— Prendete diss'ella, e siate maledetto.

Athos prese il foglio, rimise la sua pistola alla cintola, si avvicinò alla lampada per assicurarsi che veramente fosse quello, lo spiegò e lo lesse:

«È per ordine mio, e per il bene dello stato che il portatore del presente ha fatto quello che ha fatto.

«3 Agosto 1628.

«Richelieu.»