— Così io l'accetto, disse il signor de Busigny. Ora si tratta di fissare in che deve consistere la scommessa.
— Ma voi siete quattro, signori, disse Athos, noi siamo quattro; un pranzo a discrezione per otto; vi conviene?
— A meraviglia, riprese il signor de Busigny.
— Ci sto, disse il dragone.
— Perfettamente, disse lo svizzero.
Il quarto uditore che in tutta quella scena avea rappresentato la parte del muto, fece un segno colla testa in prova che accettava la proposizione.
— La colezione di questi signori è pronta, disse l'oste.
— Ebbene! portatela, disse Athos.
L'oste obbedì; Athos chiamò Grimaud, gli mostrò una gran cesta che giaceva in un angolo, e gli fece un gesto per avvolgere nelle salviette le vivande portate.
Grimaud capì sull'istante che si trattava di far colezione sull'erba, prese il cestone, covrì le vivande, vi unì le bottiglie, e si mise il tutto sotto il braccio.