— Dodici rispose Aramis.
— Quanti colpi da tirare?
— Un centinaio.
— Sono quanti ce ne può abbisognare; carichiamo le armi.
I quattro moschettieri si misero all'opera. Quando essi terminavano di caricare l'ultimo fucile, Grimaud fece segno che la colezione era all'ordine.
Athos rispose sempre col gesto, che andava bene, e indicò a Grimaud una specie di casotto, ove questi capì che dovea tenersi in sentinella. Soltanto, per addolcire la noia di questa fazione, Athos gli permise di portar seco un pane, due costolette ed una bottiglia di vino.
— Ed ora, a tavola! disse Athos.
I quattro amici sederono per terra, colle gambe incrociate come i turchi, o come i sartori.
— A noi! adesso, disse d'Artagnan, ora che non avete più timore di essere inteso, spero che mi metterete a parte del vostro secreto.
— Io spero di procurarvi del divertimento, e della gloria ad un tempo, signori, disse Athos. Io vi ho fatto fare una amena passeggiata; ecco una colezione delle più succose, e cinquecento persone laggiù, come voi potete vederlo a traverso i mortai, che ci prendono per pazzi, o per eroi, due classi d'imbecilli che si rassomigliano abbastanza.