— In fatti, disse Aramis, questa è un'assoluzione in tutte le regole.

— Bisogna stracciare questo biglietto, disse d'Artagnan, che sembrava leggervi la propria sentenza di morte.

— Al contrario, disse Athos, bisogna conservarlo gelosamente; io non darei questo biglietto quando anche mi si ricoprisse d'oro.

— E che farà ella adesso? domandò il giovane.

— Ma, disse negligentemente Athos, essa probabilmente scriverà al ministro, che un dannato moschettiere, nominato Athos, le ha strappato per forza il suo salva-condotto, e gli darà nella stessa lettera il consiglio di sbarazzarsi nello stesso tempo di lui e dei suoi due amici Porthos ed Aramis. Il ministro si ricorderà allora che questi sono quegli stessi uomini che gli attraversano sempre il sentiero, allora, un bel mattino, egli farà arrestare d'Artagnan, e perchè non si annoi a restar solo, ci manderà a tenergli compagnia alla Bastiglia.

— Ma che! disse Porthos, mi sembra che tu dica dei tristi scherzi, mio caro.

— Io non scherzo, disse Athos.

— Sai tu, disse Porthos, che a storcere il collo a questa dannata milady, sarebbe un peccato meno grande che a storcerlo a questi poveri diavoli di ugonotti, che non hanno mai commesso altro delitto che quello di cantare in francese ciò che noi cantiamo in latino?

— Che ne dice l'abbate? domandò tranquillamente Athos.

— Io dico che sono del parere di Porthos, rispose Aramis.