— Allora fuoco! esclamò Athos.
I quattro colpi partirono, e non fecero che una detonazione, quattro uomini caddero morti.
Tosto il tamburo battè, e la piccola truppa avanzò al passo di carica.
Allora i colpi di fucile si succederono senza ordine, ma sempre inviati colla stessa aggiustatezza, però, come avessero conosciuto la debolezza numerica dei nemici, i Roccellesi continuarono ad inoltrarsi al passo di corsa.
Con altri tre colpi di fucile due uomini caddero; ciò non ostante la marcia di quelli che erano rimasti in piedi non si rallentò.
Giunti ai piedi del bastione, i nemici erano ancora dodici o quindici; un'ottima scarica li accolse, ma non li arrestò punto; essi saltarono nel fosso, e si affrettarono a scalare la breccia.
— Andiamo, amici miei, disse Athos, finiamola con un colpo, alla muraglia!
E i quattro amici, secondati in ciò da Grimaud, si misero a spingere colle canne delle carabine ritrovate un enorme masso di muro, che s'inclinava come se il vento lo spingesse, e, staccandosi dalla sua base, cadde con un rumore orribile nel fosso; quindi s'intese un gran grido, una nube di polvere salì verso il cielo, e tutto fu terminato.
— Li avremmo noi schiacciati dal primo all'ultimo? disse Athos.
— In fede mia mi sembra di sì, disse d'Artagnan.