— Io ho ancora meglio di ciò, ho la somma, disse d'Artagnan.

E gettò il sacchetto sulla tavola. Al suono dell'oro, Aramis alzò gli occhi. Porthos rabbrividì; in quanto ad Athos, egli rimase impassibile.

— Quando vi è in questo piccolo sacco? disse egli.

— Sette mila lire in luigi da dodici franchi.

— Sette mila lire! gridò Porthos; quel piccolo pezzo di diamante valeva settemila lire!

— Pare, disse Athos, poichè eccole qua; io non presumo che il vostro amico d'Artagnan ve ne abbia aggiunte delle sue.

— Ma, signori, con tuttociò, disse d'Artagnan, noi non pensiamo alla regina; abbiamo un poco cura della salute del suo caro Buckingham questo è il meno che le dobbiamo.

— È giusto, disse Athos, ma questo riguarda Aramis.

— Ebbene! rispose egli arrossendo, che debbo io fare?

— Ma, riprese Athos, è semplicissimo, redigere una seconda lettera per questa accorta persona che abita a Tours.