— Sì, noi siamo veduti di molto buon occhio da una donna di qualità, dalla duchessa de... Ma, perdono, il mio padrone mi ha raccomandato di essere secreto. Ella ci aveva obbligati ad accettare un piccolo ricordo, un magnifico destriero di Spagna e un mulo d'Andalusia, che erano maravigliosi a vedersi. Il marito ha saputo la cosa: egli ha confiscato nel loro passaggio le due magnifiche bestie che ci venivano inviate, e ha sostituito loro questi orribili animali.

— Che tu gli riconduci? disse d'Artagnan.

— Precisamente, riprese Mousqueton: noi non possiamo accettare simili cavalcature in luogo di quelle che ci erano state promesse.

— No, per bacco! quantunque avrei veduto volentieri Porthos sul mio cavallo giallo; ciò mi avrebbe dato un'idea di quello che era io stesso, quando sono venuto a Parigi. Ma noi non vogliamo trattenerti; va a fare la commissione che ti ha data il tuo padrone; va, Mousqueton. Porthos è sempre in casa?

— Sì, signore, disse Mousqueton, ma di molto cattivo umore; andate.

E continuò il viaggio verso la strada dei Grandi-Agostiniani, nel mentre che i due amici andarono a suonare alla porta del disgraziato Porthos. Questi li aveva veduti traversare il cortile, e non aveva volontà di aprire. Essi suonarono adunque inutilmente.

Frattanto Mousqueton continuava la sua strada, e, traversando il Ponte Nuovo, sempre cacciando innanzi a se le due carogne, giunse alla strada degli Orsi. Giunto là, egli attaccò, secondo gli ordini ricevuti dal suo padrone, il cavallo ed il mulo al martello della porta del procuratore, quindi, senza inquietarsi sulla loro sorte futura, se ne ritornò a trovare Porthos, e gli annunziò che la sua commissione era eseguita.

In capo ad un certo tempo, le due disgraziate bestie, che non avevano mangiato fin dalla mattina, fecero un tal rumore sollevando e lasciando ricadere il martello, che il procuratore ordinò al suo salta-fossi di andare ad informarsi nel vicinato a chi appartenevano questo cavallo e questo mulo.

La signora Coquenard riconobbe il suo presente, e sulle prime non capiva la causa di questa restituzione; ma ben presto le venne spiegata dalla vista di Porthos. Il corruccio che scintillava dagli occhi del moschettiere, ad onta degli sforzi che s'imponeva, spaventò la sensibile amante. In fatti, Mousqueton non aveva nascosto al suo padrone l'incontro fatto di d'Artagnan e di Aramis, e che d'Artagnan nel cavallo giallo, aveva riconosciuto il ronzino bearnese sul quale era venuto a Parigi, e che aveva venduto per tre scudi.

Porthos uscì dopo avere dato un appuntamento alla procuratrice nel chiostro di S. Gloria. Il procuratore vedendo che Porthos partiva, lo invitò a pranzo, invito che il moschettiere rifiutò con un'aria piena di maestà.