— Alla buon'ora. Ecco quello che si chiama parlare, mia cara.

— Mi perdonerete voi?

— Vedremo, disse maestosamente Porthos.

Ed entrambi si separarono ripetendo: a questa sera!

— Diavolo! pensò Porthos nell'allontanarsi: mi pare di ricordarmi dove sta lo scrigno del sig. Coquenard.

CAPITOLO XXXV. LA NOTTE TUTTI I GATTI SONO GRIGI

Finalmente giunse quella sera aspettata con tanta impazienza da Porthos e da d'Artagnan.

D'Artagnan, come d'ordinario, si presentò da milady verso le nove ore. Egli la ritrovò di un umore grazioso; giammai egli era stato così ben ricevuto. Il nostro Guascone vide dal primo colpo d'occhio che il preteso biglietto del conte de Wardes era stato presentato da Ketty alla sua padrona, e che questo biglietto produceva il suo effetto.

Ketty entrò per portare i sorbetti. La sua padrona la trattò cortesemente, e le sorrise col suo più grazioso sorriso. Ma la povera giovane era così trista per la presenza di d'Artagnan vicino alla sua padrona, che non s'accorse della benevolenza di milady.

D'Artagnan guardava, l'una dopo l'altra, ed era costretto a confessare che la natura si era sbagliata nel formarle.