— Sì, Mio-signore.
— Nel venir qui, siete passato per Méung, ove vi è accaduto qualche cosa; non so troppo che, ma infine qualche cosa.
— Mio-signore, disse d'Artagnan, ecco ciò che mi è accaduto...
— Inutile, inutile, riprese il ministro con un sorriso che indicava ch'egli conosceva quella storia tanto bene, quanto colui che voleva raccontarla. Voi eravate raccomandato al sig. de Tréville, non è vero?
— Si, Mio-signore, ma precisamente in questo disgraziato affare di Méung...
— Fu perduta la lettera di raccomandazione, riprese Sua Eccellenza; sì lo so. Ma il sig. de Tréville è un amabile fisonomista, che conosce gli uomini a primo sguardo, e vi ha posto nella compagnia di suo cognato, facendovi sperare che un giorno o l'altro entrereste nei moschettieri?
— Mio-signore, siete perfettamente informato.
— Da quel tempo vi sono accadute molte cose. Faceste una passeggiata dietro i Carmelitani, che sarebbe stato meglio vi foste ritrovato altrove; quindi avete fatto coi vostri amici un viaggio alle acque di Forges, essi si sono fermati per la via, ma voi avete continuata la vostra strada. La cosa era semplicissima, voi avevate degli affari a Londra.
— Mio-signore, disse d'Artagnan, interdetto, andava...
— Alla caccia nel parco di Windsor o altrove; ciò non interessa ad alcuno. Io lo so, perchè il mio stato porta di saper tutto. Al vostro ritorno siete stato ricevuto da una augusta persona, e vedo con piacere che avete conservato il ricordo ch'ella vi ha dato.