E il ministro indicò col dito una sedia al giovane, che era così meravigliato di quanto accadeva, che per obbedire aspettò un secondo segno del suo interlocutore.
— Voi siete coraggioso, signor d'Artagnan, continuò Sua Eccellenza; voi siete prudente, ciò che vale ancora più. Io amo gli uomini di cuore e di testa, intendo gli uomini di coraggio; ma per quanto giovine, e appena entrato nel mondo voi avete dei possenti nemici. Se non state in guardia, essi vi perderanno.
— Ahimè! mio-signore, rispose il giovane, essi potranno facilmente farlo senza dubbio, poichè sono forti e bene appoggiati, nel mentre che io sono solo...
— Sì, è vero, ma quantunque siete solo, voi avete già fatto molto, e non dubito che farete ancora più... Però voi avete, credo io bisogno di essere guidato nell'avventurosa carriera che avete intrapresa, poichè, se non m'inganno, voi siete venuto a Parigi colla ambiziosa idea di far la vostra fortuna.
— Io sono nell'età delle folli speranze, Mio-signore, disse d'Artagnan.
— Non vi sono folli speranze che per gli stupidi, signore, e voi siete un uomo di spirito. Vediamo che direste voi di un grado di alfiere nelle mie guardie, e di una compagnia dopo la campagna?
— Ah! Mio-signore!...
— Voi accetterete, non è vero?
— Mio-signore... riprese d'Artagnan con aria imbarazzata.
— Come, voi rifiutate? gridò il ministro con meraviglia.