Porthos presentò i suoi complimenti al signor e alla signora Coquenard; ella non poteva trattenere le lagrime, ma non si fece alcun cattivo pensiero sul suo dolore, si sapeva da tutti ch'ella era attaccatissima a tutti i suoi parenti, pei quali aveva sempre avuto delle dispute assai crudeli con suo marito.
Fino a che la procuratrice potè seguire con gli occhi il suo bel cugino, ella agitò un fazzoletto sporgendosi dalla finestra in modo da far credere che voleva precipitarvisi. Porthos ricevette tutti questi segni di tenerezza come uomo avvezzo a tali dimostrazioni. Soltanto nel voltare l'angolo della strada, sollevò il suo cappello, e lo agitò per l'aria in segno di addio.
Dal canto suo, Aramis scriveva una lunga lettera. A chi? nessuno ne sapeva niente. Nella camera vicina, Ketty, che doveva partire la stessa sera per Tours, aspettava questa lettera misteriosa.
Athos beveva a gran sorsi gli ultimi residui del suo vino di Spagna.
In questo mentre, d'Artagnan sfilava con la sua compagnia. Giungendo nel sobborgo S. Antonio, si voltò per guardare allegramente la Bastiglia alla quale era sfuggito fino allora. Siccome egli guardava soltanto la Bastiglia così non vide punto milady che, cavalcando un cavallo colore isabella, lo designava col dito a due uomini di molto cattivo aspetto, che si accostarono alle file per riconoscerlo. Dietro un'interrogazione che essi fecero con lo sguardo, milady rispose con un segno che era veramente lui. Quindi, certa che non poteva più accadere sbaglio sulla persona, punse il suo cavallo, e disparve.
I due uomini seguirono allora la compagnia, e alla uscita del sobborgo S. Antonio, montarono sopra due cavalli già preparati, che erano tenuti a mano da due servitori senza livrea.
CAPITOLO XLI. L'ASSEDIO DELLA ROCHELLE
L'assedio della Rochelle fu uno dei più grandi avvenimenti del regno di Luigi XIII.
Le viste politiche del ministro, allora quando intraprese quest'assedio, erano considerevoli. Delle città importanti, date da Enrico IV agli ugonotti come piazze di sicurezza, non restava più che la Rochelle. Il ministro voleva distruggere quest'ultimo baluardo del calvinismo.
La Rochelle, che aveva presa una nuova importanza per la rovina delle altre città calviniste, era d'altronde l'ultima porta aperta agl'Inglesi nel regno di Francia, e chiudendola all'Inghilterra, nostra eterna nemica, il ministro compiva l'opera di Giovanna d'Arco, e del duca di Guise.