Quando il pubblico sul finire della romanza proruppe in un grande applauso, Loris uscì dal palchetto. Olga e Lemm si guardarono istintivamente sotto la stretta di una medesima paura; dacchè erano entrati davvero in azione, tutto il loro coraggio stava in lui. Perchè Loris era uscito? Involontariamente, non sapendo indovinarlo, pensavano a qualche nuovo pericolo, che li sorprendesse, mentre egli non c'era.

La musica proseguiva passando ai loro orecchi come un indistinto rumore di acque o di fronde, in quella luce di meriggio, fra la sensazione di quel bianco, che evocava al loro pensiero un'altra bianchezza di neve; quando un'altra notte dovrebbero, con rischio anche maggiore, stendere per la piazza del teatro in mezzo ai passanti e sotto l'occhio vigile delle guardie il filo di comunicazione fino alla loro casa, e la neve seguiterebbe a cadere fitta e silenziosa. Il teatro bianco dormirebbe allora tranquillo nel buio sotto la neve, che s'indurirebbe sopra i suoi tetti, intorno alle sue mura, sino a quella sera di gala, che tutta la corte e l'aristocrazia moscovita v'entrerebbero fiammeggianti d'oro e di decorazioni. Essi, invisibili nel fondo del loro doppio appartamento, aspetterebbero il segnale del principe per gettare in aria quel teatro bianco nella notte illuminata da tutti i fanali della piazza, e farne una rovina inimmaginabile sopra quella folla di felici. Era un'immaginazione disordinata ed atroce, che dava loro le vertigini, costringendoli tratto tratto ad incantarsi in qualche particolare del teatro, colla fissazione al tempo stesso torbida ed intensa dei maniaci.

Olga notò al primo ordine una signora vestita di un abito giallo, bellissima. Vi sarebbe quella sera?

Olga lo pensava, quasi senza emozione, ammirando quella sua bellezza di donna destinata al piacere di uomini, che ignoravano ancora di quale odio potessero essere capaci gli addolorati da secoli. Nullameno essere così bella era una gloria incontendibile, che doveva bastare all'appagamento della coscienza. Se ella fosse stata così bella, Loris l'avrebbe già amata. Che importava tutto il resto? Che importa morire, quando si è avuto tutto dall'amore! Quella ammirazione le si fece così viva che dovette parlarne a Lemm; questi si allungò nell'ombra del proprio angolo per vedere la signora.

— Credete che farà molte difficoltà prima di concedersi? le rispose con una allusione ironica alla loro scena.

Allora parlarono. L'orchestra suonava un tempo della Sacontala di Goldmark. Lemm non osava affacciarsi al parapetto, anche perchè non doveva essere conosciuta la sua intimità con Loris ed Olga: questa vi si era appoggiata e guardava giù nella platea, quando Loris tornò.

— La finestra va benissimo: usciamo, disse a Lemm.

Si rimise la pelliccia.

— Mi seguirai a distanza.

La prima parte del concerto era finita: la platea applaudì vivamente, mentre la Nilson sfavillante nell'abito bianco, con un ramoscello di brillanti nei capelli, si presentava alla ribalta, e indietreggiava sorridendo fra gli applausi. Tutta la gente si torse sulle poltrone chiaccherando.