Lo sguancio profondo della finestra lasciava poco spessore fra l'interno del suo muro e la doccia, ma bisognava calcolare giustamente l'angolo, e tenere ben dritto il trapano per incontrarla. Quando Loris ebbe prese colla massima esattezza tutte le misure, sporgendosi nell'ombra della notte dalla finestra, Olga gli formò nuovamente sul capo una vôlta nera colle due pelliccie, tenendone con ambo le mani le falde incollate alle pareti. Era una positura insostenibile.
— Accavallatemi, le disse Loris, che si era già sdraiato sul tappeto.
Nullameno, Olga s'indolenzì egualmente presto le reni. Era la parte più difficile del lavoro; non incontrando la doccia col primo foro, bisognerebbe tentarne un secondo, ma allora l'intonacatura del muro interno ne conserverebbe indubbiamente qualche traccia. Olga si sentiva ridicola, tenendo così Loris sdraiato fra le proprie gambe; lo intendeva soffiare ogni tanto nel foro per cacciarne la polvere, mentre la manivella poco oliata metteva sottili stridori come di sega. Egli ansava faticosamente. Ogni qualvolta la mano inesperta lo tradiva, dandogli l'improvvisa spasmodica paura di una deviazione, tutto il suo corpo sussultava. Olga ne rimaneva tremante come se quello spasimo le si fosse comunicato, e le mani le si allentavano sul muro, lasciando scivolare le falde delle pelliccie. Ah! un filo di luce, che fosse passato per la finestra, bastava ad avvertire le guardie della piazza.
Eppure, malgrado questo terrore, dal corpo di Loris le veniva un'altra sensazione voluttuosa, un desiderio inebbriante di essere stesa con lui sotto le pelliccie, abbracciati in una stretta di amore.
Loris si arrestò, raddrizzandosi così bruscamente, che Olga ne traballò.
— Non ne posso più, disse soffiando.
Olga non lo vedeva.
Ma appena seduto volle ricominciare. Il lavoro procedeva lentamente. La respirazione di Loris diventava asmatica, le sue ginocchia scivolavano sul tappeto nello sforzo di premere col petto sulla testa del trapano. Se Loris non avesse incontrata la doccia, tutto era perduto. Allora Olga dimenticò tutto il proprio orrore di quell'attentato per non sentire che la disperazione di lui dopo tanti sforzi eroici. Le sue labbra mormoravano istintivamente una preghiera; poi se ne accorse e ne fu sconvolta. Quel ritorno alla fede di fanciulla, per pregare da Dio la protezione a una tale opera, era di una empietà così atroce, che vinse tutta l'incredulità della sua educazione nichilista. Loris proseguiva sempre; evidentemente l'orgasmo gli cresceva le forze.
Finalmente il taglio della subbia stridè sul rame della doccia; Loris diede un colpo, e s'intese la subbia arrestarvisi nell'altra parete. La doccia era forata, ma Loris sfinito, invece di alzarsi, chiuse il vetro della lanterna e, tirandosi addosso la pelliccia, vi si rotolò. Così sudato si era accorto improvvisamente del freddo, poichè i caloriferi erano spenti da un pezzo.
Passò del tempo. L'orologio d'una chiesa suonò le tre del mattino.