Loris proseguì:

— Anzitutto accettate i miei complimenti. Credevo che per arrivare sino a voi avrei dovuto passare per le vecchie farse di tutte le iniziazioni; siete moderni.

Loris, che s'aspettava una risposta, rimase impacciato del loro silenzio.

— Comprendo la prudenza della vostra maschera, seguitò con sarcasmo.

Il silenzio dei cinque parve diventare anche più intenso: stavano immobili. Kriloff aveva abbassata la testa. Sulla faccia di Loris passò un fremito.

— A che punto è la rivoluzione?

Il presidente si volse lentamente squadrandolo:

— A quale la desiderereste voi, che interrogate?

— Al punto che non aveste più bisogno delle maschere. Se il vostro Comitato, anzichè di congiura fosse di guerra, sarebbe noto a tutta l'Europa, e la rivoluzione in Russia sarebbe già cominciata. Poi girando su loro un'occhiata sicura: non venni, proseguì, a domandarvi informazioni settarie; mi sarebbero inutili, giacchè nessun vostro attentato raggiunse mai lo scopo. Quel ritratto di Alessandro II mi dice che pensate il contrario; nullameno a che servì quello czaricidio? Vi esporrò limpidamente il mio pensiero. Venni a chiedere e ad offrire alleanza. Chi sono? Dovete saperlo; i vostri amici all'estero vi avranno informato sul mio conto; se non volli mescermi alle loro conventicole, le conobbi; lasciatemi dire.

— Dite.