— Battetelo, perchè si batta. Il socialismo è per lui la terra che non possiede, dategliela; il suo Dio è lo Czar, che glie la nega: dategli dunque il paradiso, che questi gli contende, e il mugik non crederà più nello Czar. Bisogna che nessun signore possa abitare la campagna. Uccidere uno Czar a che giova per il mugik? Ammazzate i padroni delle terre, che non appartengono al mir, fate che tutta l'aristocrazia emigri a Mosca e a Pietroburgo, e un anno dopo tutte le terre saranno del mir. Organizzate l'assassinio: così incominciò la rivoluzione francese, così cominceranno tutte le rivoluzioni. Il vostro socialismo inintelligibile al popolo è quindi inintelligente: le vostre libertà politiche non sono che giuochi costituzionali, una maschera, che non cela nè il volto nè il pensiero, falsificandoli entrambi. La Russia ha fame: guardatevi dal distribuire soccorsi, avvelenate le sue piaghe invece di curarle; non opponete mai la ragione al delirio. La febbre invece di essere una malattia è un rimedio trovato dalla natura per ristabilire l'equilibrio, un rogo, che ogni corpo accende spontaneamente in sè stesso per bruciare i microbi che lo divorano. Siccome la Russia è un popolo essenzialmente agricolo, la rivoluzione deve farsi nelle campagne e non nelle città, alla periferia non al centro. Tutto fu errore fin qui; lo Czar riuscì più abile di voi altri.

— Siete sicuro di saper tutto per giudicare?

— So quello che ne sa l'Europa, i fatti e le intenzioni. Lo czarismo voleva appoggiarsi sul popolo contro le classi medie, e coll'emancipazione vi è riuscito; voi intendevate a sollevare il popolo contro lo czarismo, e avete fallito. La maggioranza del popolo russo crede Alessandro II un martire dei signori. Ora è tempo di mutare: ecco perchè sono venuto a voi. Il nichilismo, passato dallo stadio letterario a quello settario, deve cangiarsi in partito. Voi sapete che i partiti si reclutano nel grosso pubblico, e debbono assimilarsi tutti gli interessi per essere capaci di tutte le trasformazioni. Ogni setta è essenzialmente aristocratica. Aprite a tutti le vostre file e chiudete tutti i nascondigli: chi si cela ha paura.

— Giovane! disse uno dei cinque, quello che aveva al dito il sottile anello matrimoniale: ora insultate.

— Non avete voi le maschere, mentre io sono scoperto? Io sono sicuro del mio pensiero, voi dubitate del vostro. L'Europa ride del nichilismo.

Un altro sussulto scosse il Comitato, ma il presidente girando intorno un'occhiata li rattenne.

— L'Europa, proseguì Loris, gettando uno sguardo trionfante a Kriloff, mandò rappresentanti di tutte le dinastie e di tutti i giornali a Mosca per l'incoronazione di Alessandro III; quello era il momento per ucciderlo; non vi riusciste. Vi vantaste di concedergli una tregua, di cui l'Europa sorrise; non si dà quartiere al nemico, che si può uccidere. Il vostro trionfo consiste nel costringerlo a spendere mezzo miliardo all'anno nella polizia e ad uscire circondato da gendarmi. La Russia soffre.

— E voi soffrite? gli domandò il presidente con glaciale ironia.

— Sì, ma ho trasformato il mio dolore in odio; io sono armato, il problema è di armare la Russia. Finchè il dolore non diventa arma, una rivoluzione è impossibile. La Russia soffre. Da mille anni la sua vita si trascina nella penombra della storia; il suo popolo fu sempre schiavo, la sua aristocrazia sempre schiava, i suoi czar sempre schiavi. Non un'idea è russa nella storia, non un progresso è nazionale nella nostra vita. Ciò che chiamiamo progresso russo, fu un capriccio burocratico di Pietro il Grande e di Caterina II; la Russia non ebbe di vivo che l'istinto socialistico e lo mantenne nel mir, ma accerchiata dal mondo moderno la sua vita divenne tragica. Tutte le nostre sette religiose esprimono la rivoluzione: da coloro che si stordiscono nelle orgie idolatriche a coloro che si castrano, dai predicatori del suicidio agli apostoli dei roghi, nei quali le madri venivano senza piangere a gettare i bambini, tutto è dolore nella religione russa; la letteratura vi soccombe. Calcolate quanti secoli e quanta varietà di dolori dev'essere stata necessaria perchè tanti milioni di uomini possano sentire e pensare così: eppure la loro vita aumenta col loro numero. Armate dunque la loro vita dei loro dolori, gettate il popolo nella guerra perchè ne esca sano e trionfante. Sono venuto a proporvela.

— Chi rappresentate voi per parlare così?