— Vieni, Kriloff.

Kriloff lo seguì dopo aver salutato goffamente il Comitato.

III.

Avevano già percorso un lungo tratto di strada senza barattare una parola, quando Loris, fermandosi bruscamente, disse:

— Ora separiamoci; Ogareff ti aspetta sulla piazza del teatro. Ti permetto di raccontargli tutto, lo credi sicuro anche tu?

— Ogareff! esclamò Kriloff: preferirei dubitare di me stesso. La sua condotta verso Rodion, che nemmeno conosceva, mi pare argomento che basti.

Loris rimase pensieroso.

— Domani alle due vi aspetto da me: tu ci verrai prima; digli che venga colla carrozza; è bene che la carrozza attenda alla mia porta.

E gli strinse la mano.

Kriloff era agitato. Malgrado il suo noto coraggio dopo gli avvenimenti di quella sera stentava a rimettersi; ogni tanto si gittava occhiate dinanzi e di dietro, stringendo colla mano sinistra nella tasca della pelliccia il calcio di un piccolo revolver.