— Credi che non accadrà nulla? domandò inquieto.
— Che cosa potrebbe accadere?
— Quel....
— A quest'ora lo avranno già raccolto: passerò io per quella strada.
Ma, appena rimasto solo, il suo viso si offuscò: involontariamente si mise a camminare più adagio.
La notte era serena e frizzante, passavano poche persone e molte pattuglie. Loris si respinse il cappello dalla fronte, sbottonandosi la pelliccia: aveva caldo. Una violenta tempesta si era scatenata nel suo spirito, sferzandogli il sangue e mettendogli sotto il lividore del viso una rigidezza, che avrebbe destato molti sospetti in un osservatore intelligente. Un orologio di chiesa, che suonò le undici, lo fece sostare; contò mentalmente quei suoni. Il colloquio era dunque durato due ore.
Un momento pensò di tornare addietro per incontrare qualcuno del Comitato, che non poteva tardare molto a sciogliersi, ma riflettè che probabilmente avevano un'altra uscita, e che egli stesso era forse sorvegliato da qualche nichilista. Un rapido esame della gente, che passava, non bastò a convincerlo del contrario: quindi dominandosi con uno sforzo violento si riabbottonò la pelliccia e proseguì coll'andatura di un elegante, il quale vada al circolo o ne venga. Aveva detto di passare per quella strada. Il cadavere doveva esservi stato raccolto, e tutti gli agenti della polizia già in moto. Certamente ne incontrerebbe qualcuno.
Con meravigliosa prontezza ripassò nella mente tutte le congetture, che la polizia potrebbe fare su quell'assassinio. Solo i fiaccheristi, che avevano servito a quella caccia, avrebbero potuto raccontandola mettere la polizia sull'avviso, ma l'infelice era disceso egli stesso in un'altra strada per far perdere le proprie traccie. Il loro fiaccherista aveva forse sospettato di qualche cosa, ma essi pure erano smontati troppo presto, e quell'altro fiacre li aveva troppo oltrepassati per farlo insistere sopra un vero sospetto: d'altronde non poteva aver distinto il signore che li inseguiva. Nessun fiaccherista chiamato in polizia confesserebbe mai, per la paura di mescolarsi ad un qualunque processo, di ravvisare in quell'ucciso un signore da lui servito. La polizia come indovinerebbe quella caccia interrotta con una tale morte? Certo la puntura al collo di un ago intinto nell'acido prussico doveva far credere ad un colpo nichilista, ma appunto per questo diventava più difficile scoprirne l'autore. Certamente il morto aveva a Pietroburgo qualche missione speciale, quindi i sospetti cadrebbero in falso. A quest'ora le spie dovevano aggirarsi fra quella strada e le altre vicine per sorprendere una mossa imprudente fra coloro, che sapendo dell'assassinio vi passassero per la sinistra curiosità, onde i delinquenti sono attirati sul luogo del delitto.
Un sorriso brillò negli occhi di Loris scorgendo da lungi l'angolo della via, ove aveva commessa quella prima uccisione di guerra. Traversò la strada, e lungheggiando lo stesso muro cercò indarno sulla neve l'impronta dei propri piedi fra quella di tutti gli altri: forse nell'altra, meno frequentata, una sua orma poteva essere rimasta indizio intelligibile solamente a lui, nullameno indizio.
All'imboccatura della strada un signore, che sembrava andare troppo adagio, lo squadrò; Loris passò oltre, rivide il gomito dove colui era caduto: sulla neve sparnazzata fra molte orme si distingueva come il solco di qualche cosa, che vi avesse strisciato, ma non sapendo nulla dell'accaduto doveva essere impossibile badarvi; e Loris non vi badò. Nullameno il cuore gli batteva più forte: il rumore di un passo, che gli veniva incontro, gli diede una più intensa emozione.