— Come sarà andata la cosa dopo?

Una violenta curiosità mista di superbia s'impadronì siffattamente di lui, che dovette lottare seco stesso per proseguire senza voltarsi addietro, collo stesso passo, infilando l'altra strada.

— Era una spia, si disse pensando al morto: egli non m'avrebbe certo risparmiato.

Questa terribile verità non bastava nullameno a tranquillizzarlo. Una spia è sempre in istato di guerra? La ragione gli rispondeva di sì, ma non pertanto sentiva che un soldato uccidendo un nemico in agguato proverebbe una sensazione assolutamente diversa dalla sua. Era differenza di morale o di educazione? Il soldato, che uccide in guerra, è senza rimorsi perchè sa di ubbidire ad una forza superiore: non egli volle la guerra; bisogna che vi uccida per non essere ucciso. Il generale che la dirige, l'uomo di Stato che la dichiarò, sono egualmente senza rimorsi, perchè non essi vi uccidono: che cosa è dunque il rimorso per la uccisione di un uomo? Fra rivoluzione e governo la guerra non era dichiarata? Le spie non erano così l'esercito del governo, come i congiurati quello della rivoluzione? Ammazzare una spia, che vi pedina, era anche meglio che sorprendere in guerra un manipolo agli avamposti; bisognava ammazzare quella spia, senza paura e senza pietà, per salvare sè stessi; sentirne rimorso dopo era mettere in dubbio la sincerità della propria posizione di ribelle contro il governo. Vita per vita.

Loris scosse il capo, quasi per scrollarne un ultimo dubbio, tastandosi nella tasca l'astuccio del pugnaletto. Che una delle tante pattuglie lo fermassero, e tutto era perduto. Loris pensò al come nascondere quella piccola terribile arma senza riuscirvi. Il meglio ancora sarebbe stato, nel caso di un incontro, lasciarla cadere e sprofondarsi nella neve: difficilmente però a Pietroburgo avrebbe potuto procurarsene un'altra. Era un'arma perfetta.

A mano a mano che si avvicinava alla piazza Isaac, l'inquietudine gli cresceva: gli pareva di rivedere quell'uomo alto, elegante, colle fedine rosse, d'aspetto e di modi signorili, tendergli ingenuamente la scattolina dei fiammiferi. Poi si rammentava le confidenze sovra esso del colonnello Lavrof, l'illustre pubblicista emigrato, già direttore del Zemlia e Volia: rivedeva la scena del gabinetto da pranzo ripensando con orgoglio sinistro le parole imprudenti, colle quali era riuscito ad impaniarlo. Imbecille! mormorava nel pensiero, mentre dalla neve si sentiva un freddo sottile salire per le gambe, qualche cosa di terrifico che gli arrivava alla coscienza. Il cappello a cilindro di quella spia era sbalzato a molta distanza restando ritto, si ricordava questo particolare: l'infelice si era arrovesciato aprendo le braccia, colla testa indietro. Era stato un istante, ma nullameno Loris aveva visto la morte entrare in quella spia, e schiacciarla. Rivedeva la contrazione spaventosamente rapida della sua faccia, una contorsione della bocca, che non aveva potuto parlare, con uno sguardo feroce, poi supplichevole quasi nel medesimo attimo.... ma il veleno arrivato al cervello ne aveva cacciato tutto l'ossigeno arrestandovi ogni moto. La spia era morta barcollando, prima ancora di toccare la neve.

— Imbecille! ripeteva con crescente amarezza: forse neppure lo pagavano bene. Che gl'importava della nostra battaglia? Egli non aveva nemmeno abbastanza ingegno per intenderla, mentre per pochi rubli al giorno era pronto a farci arrestare ed uccidere tutti. Un antropofago era dunque spiritualmente più alto di lui; quegli non mangia se non colui, che potè far prigioniero, e non lo mangia che avendo fame. La Terza Sezione non lo rimpiangerà.

— Che dovessi rimpiangerlo io!... esclamò a bassa voce, come per frustare la codardia del proprio sentimento, che non giungeva a calmarsi.

Era arrivato.

Il dwornik lo salutò più che rispettosamente nel ricevere un rublo di mancia, ed insistè per fargli lume lungo le scale: Loris temeva di essere pallido, ma il portinaio non se ne avvide. Appena nell'appartamento accese una candela e, senza trarsi la pelliccia, cercò vivamente intorno come nascondere il pugnale. Rapidissimamente imaginò molti modi senza appagarsi di alcuno. Gli accadeva come sempre che cercando un nascondiglio non si può per logica fatale esserne soddisfatti: perchè altri non potrebbe avere la stessa idea per scoprirlo? Il pensiero ha naturalmente per rivale il pensiero.