Kriloff non finì la risposta.

Allora Ogareff, alzandosi, nervosamente disse:

— Vi attenderemo a casa mia sulle nove.

— Spiegate loro tutto, voi m'avete compreso: questa notte getteremo le basi del partito. Ah! non mi credete dunque? ripetè leggendogli il dubbio negli occhi.

— Sentirete gli altri.

Quando furono in strada, si guardarono simultaneamente.

— Eppure non è pazzo, rispose Kriloff alla muta interrogazione dell'amico.

— Allora: viva Tutceff! esclamò Ogareff già tornato, in quell'aria tiepida, di buon umore; e ne declamò i due versi famosi:

Non si capisce la Russia colla ragione

Non si può che credere alla Russia.