— Forse!

— Non vedrete più alcuno qui, prima?

Il dwornik aveva aperto.

— A che pro? Buona notte, bella Olga, le disse amabilmente, mentre ella entrava tenendo la testa rivolta verso di lui.

IV.

La mattina seguente Olga Petrovna si levò di pessimo umore, e vestitasi in fretta da sola, giacchè in casa non aveva serva, uscì per visitare un'ammalata. Aveva la bocca pastosa e gli occhi pesti. Mai come in quel mattino aveva provato il peso della propria professione, che in principio l'aveva fatta tanto insuperbire. Non aveva nè molta clientela nè molto ricca; doveva correre tutto il giorno senza riuscire sempre a guadagnare abbastanza da mantenere decentemente sè stessa e la madre. Il popolo aveva poca fiducia nelle dottoresse, la borghesia restava diffidente malgrado il largo moto di emancipazione femminile iniziatosi nei libri, e dai libri propagatosi ai costumi delle classi più studiose: l'aristocrazia si serviva di medici illustri proteggendoli specialmente se stranieri.

Si sapeva che quasi tutte le dottoresse erano nichiliste; agli inconvenienti di una professione, inadatta alla natura femminile, s'aggiungevano quindi le difficoltà politiche e le stravaganze rivoluzionarie. Le donne nichiliste, costrette la maggior parte ad emigrare in Svizzera per addottorarsi, ne ritornavano paradossali di empietà; quasi tutte portavano gli occhiali e i capelli corti, con certi vestiti di una trascuratezza spinta talvolta oltre la volgarità, affettando modi e costumi cinicamente maschili. Se questo concorreva a precisare la modernità del loro tipo, non procurava loro nelle masse nè molta simpatia, nè abbastanza stima.

Olga aveva dovuto constatarlo più volte con dolore.

Sbollita quella prima effervescenza rivoluzionaria, durante la quale si era precipitata nelle nuove idee come in un abisso, la sua mite e affettuosa natura aveva ripreso presto il sopravvento: non osava confessarlo interamente neppure a sè stessa, e nullameno una critica minuta ed assidua le saliva dal cuore malcontento a distruggere tutte le opinioni rivoluzionarie, entro le quali aveva composto il disegno della propria vita. La mascolinità dell'educazione aveva in lei falsificato la donna senza degradarla, giacchè il suo cinismo era rimasto piuttosto d'intelletto che di sentimento. Quindi, cedendo a molti compagni, li aveva scelti solo per la superbia materialista di mostrarsi superiore a tutte le vecchie leggi dell'onestà femminile. Ma quel libertinaggio, più brutale di ogni altro appunto per la dialettica scientifica che lo accompagnava, non aveva esaurita la gioconda spontaneità e la vivace esuberanza della giovinezza, che trionfa a forza di poesia di tutte le proprie vergogne. Olga ne soffriva. La vita cominciava ad apparirle sotto l'aspetto terribile della sua immutabilità nelle funzioni e nelle gerarchie; tutto quanto ella aveva giovanilmente negato, credendo così di distruggerlo, rimaneva inalterato intorno ad essa oltre la potenza visiva del suo pensiero; la rivoluzione era ancora di là da venire, lenta, difficile e tanto indeterminata che non se ne vedevano neppure le masse incerte e fluttuanti all'orizzonte. Ciò che aveva sofferto e vedeva soffrire tutti i giorni la manteneva nella fede alla necessità di una rivoluzione; ma se il malcontento per gli inevitabili contatti della vita aggiungendosi all'altro nel quale era cresciuta, sola colla mamma, povere, chiuse nel dolore del padre giustiziato e in un odio sublime di assurdità e di costanza contro lo Czar, acuiva in lei il bisogno di una riparazione, invece il senno e l'esperienza quotidiana le insinuavano nell'animo un amaro scetticismo di tutto e di tutti. Spesso il sogno della rivoluzione, eccitato dalle escandescenze paradossali de' suoi giovani compagni, si confondeva in un'aspirazione di sacrificio: una desolata stanchezza morale le faceva desiderare i rischi di un complotto per morirvi, mentre una subita puntura all'orgoglio le ravvivava l'odio rivoluzionario succhiato ai discorsi della mamma e al settario costume delle università.

L'ultima avventura del povero Rodion, e quell'incontro con Loris l'avevano singolarmente sconvolta.