— Come dal Comitato.

— Che pensate ora di fare?

— Che cosa venite a propormi?

— Certamente l'insuccesso di ieri sera non può aver modificato una risoluzione, nella quale impiegaste molti anni. La vostra analisi sulle condizioni del partito nichilista, quantunque non esatta in molti particolari, è nullameno troppo vera nell'insieme perchè possiate voi stesso evitarne le conseguenze; v'ingannaste solo nel modo di esporla, pretendendo che il Comitato Esecutivo si arrendesse a discrezione. Per quanto giovane, dovevate indovinare, che non potevano cedere alla vostra idea per la stessa ragione che lo Czar non può sottomettersi alla nostra.

— Ammetto questa irritazione del Comitato: ma il momento politico impone a tutte le forze russe di spostarsi. Coloro che si fermano saranno sorpassati.

— Non temiate che ci fermiamo: quello che voi veniste a dirci duramente, lo avevamo già pensato.

— In una rivoluzione non si pensa davvero se non ciò che si ha il coraggio di eseguire.

Il principe parve non sentire l'ingiuria.

— Voi avete bisogno di molte forze per il vostro disegno, ma vi sarà impossibile trovarne per ora fuori del vecchio partito nichilista, come voi lo chiamate. Vengo ad offrirvele.

— Quali sono le vostre condizioni?