Quindi le ordinò di scendere all'albergo del Cigno, ove l'indomani verrebbe a prenderla.

Ma risoluto il problema degli appartamenti, ne rimaneva un altro non meno difficile: di quali domestici servirsi? Lemm, abitando un appartamento ammobigliato, avrebbe potuto usare quelli medesimi della padrona; ma come fidarsi di loro? A prenderne altri, nichilisti, la paura di così terribile attentato, del quale solo l'intenzione basterebbe a meritare la morte, poteva vincere l'energia del loro carattere. Lemm stesso non vi era entrato che augurandosi rabbiosamente di morirvi; quindi divenuto improvvisamente guardingo, mentre Loris fedele alla propria massima sosteneva che in un caso simile il colmo della prudenza stava appunto nell'oblìo di ogni precauzione, insisteva per la propria maggior pratica delle abitudini poliziesche sulla necessità di avere almeno due domestici sicuri. A lui occorreva un uomo, a Loris una donna, per non lasciare Olga servirsi da sola, perchè questo sarebbe tosto notato da tutti gli inquilini.

Laonde suggerì a Loris di far passare Olga solamente per la dama di compagnia della moglie lontana.

— Perchè? chiese Olga.

— Non avete l'aria abbastanza signorile.

Loris ebbe un'altra idea: servirsi della figlia o della moglie del dwornik per distogliere i loro sospetti e rendersele amiche con poche larghezze, e sopratutto poterle licenziare di notte. Era sempre lo stesso sistema, cercare la sicurezza nel centro del pericolo. Dal canto proprio Lemm dovrebbe procurarsi un qualunque scimunito; ma siccome Loris intendeva munirsi di una droiska con due eccellenti trottatori pel caso di una fuga, lo si occuperebbe così col servizio dei cavalli, imponendogli di dormire nella scuderia. Quindi convennero di aprire un passaggio fra i due appartamenti: fuori avrebbero finto di non conoscersi.

Tuttavia Lemm non sapeva ancora nulla di preciso sull'attentato. Il piccolo ebreo, dopo il rifiuto di entrare nello tchin e l'abbandono dell'università, ove non aveva potuto compiere gli studi di medicina per mancanza di denaro, era caduto nella più atroce miseria. La vecchia zia, che fingeva di mercanteggiare nelle tele tessute dai contadini nei lunghi inverni, e faceva invece la piccola usuraia, lo aveva accolto malamente; anzichè dargli il danaro necessario ad iscriversi per gli ultimi due anni di clinica, gli aveva rinfacciato il posto ottenutogli per mezzo di un alto funzionario, del quale Lemm si era fatto un nemico irreconciliabile col gettargli sul viso il diploma di scrivano in polizia. Ma realmente quel funzionario lo aveva ricevuto come un mendicante. La vecchia, incapace di comprendere simile orgoglio nella condizione del proprio nipote, ripeteva:

— Lo hai voluto? pensaci tu ora.

Lemm aveva avuto con lei una di queste spiegazioni, quando incontrò Loris.

Al contatto di lui le sue idee rivoluzionarie rifiammeggiarono; poi lo sbalordimento del lusso impostogli, il mistero di quell'attentato, la semplicità grandiosa delle maniere di Loris, lo esaltarono. Quando questi gli disse di spacciarsi dentista, perchè la ciarlataneria della professione intonasse meglio colla nuova ricchezza, Lemm esclamò: