[123.] Vedi Bonfadini, pag. 110. Allude a quando, per consiglio e preghiera della Regina Ortensia, si recò l'Arese in America ad incontrarvi l'amico, quivi deportato dopo il fatto di Boulogne. Avverta il lettore come queste parole: «fa quel che devi avvenga ecc.» furono abilmente sfruttate dal Cavour. Dopo il moto mazziniano in Milano del '53, l'Austria con imperdonabile errore coinvolse tutti i milanesi nella colpa di pochi e veniva così a fare il giuoco del Cavour; furono quindi confiscati i beni agli emigrati politici, fra cui all'Arese. Questi, dopo lunghi colloqui col Cavour, scriveva all'Imperatore fra l'altro: «Quanto agli effetti della disposizione austriaca, io li subirò da uomo provato alle sventure, e specialmente quando si ha la fortuna di inspirarsi al vostro esempio, dal quale ho appreso a sopportare con coraggio le vicende della sorte e «a fare ciò che si deve, avvenga quello che possa avvenire». Vedi Bonfadini, pagg. 132-133.
[124.] Hübner, I, pag. 47.
[125.] M. le Duc De Morny, nel libro citato di P. De Lano, La Cour de Napoléon.
[126.] Hübner, I. pagg. 34, 44. ecc. L'Hübner dà la cifra dei morti, 2700: ma la riconosce esagerata. Il Monitore, esagerando in altro senso, scrive 380 morti.
[127.] Espressione del Mazzini.
[128.] Mazzini, Scritti, Vol. X, Il colpo di Stato europeo, pag. 349.
[129.] V. Hugo, pag. 25.
[130.] 2 Decembre 1851. Vedi Hübner, Vol. I. Confronta, per quanto infame, il libro del poliziotto Griscelli (Griscelli e le sue memorie), recente versione, editore Loescher, 1909.
[131.] Omaggio al motto: L'empire c'est la paix.
[132.] Hübner, I, pag. 49.