[143.] Chiala, III. Apparve prima nella Perseveranza di Milano, 24 agosto 1883. Il Cavour non comunicò tale colloquio che al La Marmora, all'Arese ed all'ambasciatore sardo a Parigi.

[144.] Il Congresso di Parigi nel 1856, susseguito alla guerra di Crimea. Vedi Bonfadini, Vita di Francesco Arese, pag. 269.

[145.] Il figlio dell'Hübner a questo punto così commenta (II, pag. 223): «In fondo egli si cura poco del Papa. Non ha egli detto all'ambasciatore inglese: è una cattiva politica tenere la guarnigione a Roma: ma se io la ritirassi, l'Austria si incaricherebbe lei dell'affare!»

[146.] Nato il 1819, morto il 1875.

[147.] Ferdinando II di Borbone sposò in prime nozze Maria Cristina di Savoia, da cui ebbe il principe ereditario, il re dal breve regno, Francesco II.

[148.] Maria Teresa di Lorena fu moglie di Carlo Alberto.

[149.] Il granduca Leopoldo col figlio lasciò Firenze per timore di un pronunciamento militare. Alle 4 pomeridiane del 27 aprile, scrive lo Stiavelli nell'interessante suo libro Antonio Guadagnoli e la Toscana dei suoi tempi, uscirono dal giardino di palazzo Boboli le berline del Granduca «e le teste si scoprirono ad un ultimo saluto senz'ombra di ironia o di canzonatura». Rifugiatosi presso l'Imperatore d'Austria, ebbe dalla battaglia di Solferino tronca la speranza di un pronto ritorno, come fu del 1849.

[150.] Di questo singolare tiranno, troppo noto e troppo mal noto, vedi R. De Cesare, La fine di un regno.

[151.] Il sospetto che quella ferita fosse stata cagione dell'atroce malattia che lo trasse precocemente alla tomba, non lo abbandonò mai. Avvelenata credeva la punta della baionetta di Agesilao Milano. Vedi R. De Cesare, La fine di un regno.

[152.] Appena avvenuto l'attentato di Agesilao Milano, disse all'incaricato d'affari di Sardegna: «Scrivete al nostro carissimo cugino che non è stato nulla e che sto bene».