[162.] Mazzini, Scritti, X, pagg. 309, 310.
[163.] Arturo Labriola, La Comune, pag. 23.
[164.] Carteggio Casati-Castagnetto, publicato a cura di Vittorio Ferrari.
[165.] «A questo punto (la richiesta di Nizza), nota sarcasticamente il figlio dell'Hübner (II, pag. 222), è lecito supporre che il ministro sardo abbia fatto una lieve smorfia. Teme il grido di dolore che eleveranno i suoi amici alla Camera, se egli abbandona al forastiere una provincia italiana. Egli esita, balbetta, batte un po' la campagna, ma non promette niente».
[166.] Vedi Chiala, IV, CCXVI (discorso del Cavour): «Se alle ostilità dei partiti (di Francia contro Napoleone) si aggiungesse, non dirò l'ostilità delle masse, ma anche soltanto la indifferenza di esse, l'Imperatore dei Francesi quantunque conservasse tutta la sua simpatia per noi, non potrebbe più tradurla in atto, perchè anche il suo potere ha certi limiti. Ora, signori, a mantenere le masse francesi favorevoli all'Italia, era necessaria la cessione della Savoia e di Nizza. A torto od a ragione, io non lo voglio discutere, le masse francesi credevano e credono che le provincie ora accennate appartengano legittimamente alla Francia». Cfr. anche D'Haussonville, M. de Cavour et la Crise italienne (Revue des Deux Monds, 15 settembre '62).
[167.] «Come Nizzardo voi avete ragione di serbarmi rancore per la mia perorazione in favore del trattato che io avevo firmato; ma oggi io posso dirvi di aver parlato contro la mia convinzione e per necessità.» Così il Cavour al generale A. Poerio che si doleva avere il Cavour detto che la contea di Nizza era da riguardarsi piuttosto come francese che come italiana. Chiala, IV, pag. CCXXII in nota.
[168.] Felice espressione, riferita da G. Visconti-Venosta (Ricordi di Gioventù, pag. 521) al fratello Emilio.
[169.] Vedi Federico Loliée, Les femmes du Second Empire, pag. 19. Virginia Oldoini, maritata al conte Francesco Verasis-Castiglione, primo scudiero di Vittorio Emanuele. Bellezza statuaria e famosa e non comune intelletto. Ammiratrice e devota al Cavour, amata da Napoleone III; una fra le più celebrate donne della corte del Secondo Impero, che di troppe e troppo celebrate bellezze sentì il malo effetto. Vedi Griscelli, Memorie.
[170.] G. Rothan, L'affaire du Luxembourg, Calman Levy, 1884. Vedi anche Lebey, op. cit., pag. 43.
[171.] Hübner, II, pag. 225. Vedi il capo ultimo di questo libro.